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1993

sistema d’illuminazione del CIMAC palazzo reale MI

sistema d’illuminazione del CIMAC palazzo reale MI (con N.Marras)

 

Il Cimac (civico museo d’arte contemporanea) viene inaugurato nel 1984 all’ultimo piano di palazzo Reale, in piazza Duomo a Milano, come spazio provvisorio per contenere – in 38 sale e nei due lunghi corridoi – opere di artisti contemporanei. Inadeguata allo scopo, l’illuminazione  esistente viene sottoposta a un accurato studio, affidato a Castiglioni e Marras, per il suo rinnovo. I faretti in dotazione (montati su binari elettrificati, ormai fuori produzione) – oltre a vari problemi di disomogeneità luminosa, di abbagliamento e di interferenza visiva –  sono dannosi per l’effetto termico sulle opere, a causa della ridotta distanza dalle sorgenti; poiché la loro durata di funzionamento è di 1000-1500 ore, devono essere mediamente sostituite 20 lampade alla settimana. Dovendo inserirsi in spazi caratterizzati da un ordine molto rigido e visto il numero di opere (più di 500, la cui distribuzione può variare nel tempo, in ragione delle nuove acquisizioni), si rende necessario definire un impianto d’illuminazione unitario ma elastico, capace cioè di seguire la geometria delle sale e dei corridoi: un sistema per illuminare ambienti e non singoli pezzi, con livelli di illuminamento omogenei nella fascia compresa tra 80 e 250cm di altezza, per consentire la collocazione dei quadri alla quota media del piano visivo. Scartata l’ipotesi dei velari diffusori a soffitto, impraticabile anche per l’insufficiente altezza dei locali, si ricorre alla luce indiretta. “Con tale tipo di illuminamento, infatti – scrivono i progettisti nella relazione tecnica -, non vi è rischio di danneggiare le opere d’arte attraverso l’irraggiamento […] La scelta si è orientata perciò sulle lampade fluorescenti, che costano un terzo delle alogene e poco più di quelle ad incandescenza, hanno una durata di funzionamento di 8000 ore ed hanno una resa pari a 90-94 lumen/watt contro i 16-22 delle altre”. Velette – pannelli sospesi ai soffitti (larghi 60cm) schermano i tubi fluorescenti (Philips, temperatura di colore 2700 gradi Kelvin, analoga a quella delle lampade a incandescenza) contenuti in plafoniere.